30 Novembre 2020
le interviste

Intervista Coordinatore Tecnico‏ - parte 4

le interviste
05-01-2016 - Intervista a Jacopo Panaccione
Dopo l´under 19 c´è l´under 17...

Si anche se stiamo facendo un lavoro importante per integrare i gruppi. Non ci interessa in questa fase che i ragazzi utilizzino le stesse strutture di gioco, anzi siamo convinti che in questa fase sia importante far sapere e far capire che esistono diversi sistemi. Saranno poi i rispettivi tecnici che dovranno gestire questa dinamica sul campo.

E perché le squadre giocano in modo diverso?


Perchè hanno caratteristiche diverse, percorsi diversi, e anche le capacità fisiche rispetto all´altezza della rete cambiano.

Qual´è il percorso dei ragazi dell´under 17?

Si tratta di un percorso che è iniziato con me qualche anno fa, che li ha visti dividersi per poi riunirsi quest´anno. Per me è una grande gratificazione vedere che sono ragazzi in grado di adattarsi a diverse situazioni e a diversi ruoli. Mi ricordo che il primo anno abbiamo perso tutte le gare, ma i ragazzi sono stati bravi a capire che in quel momento dovevano privilegiare la loro crescita tecnica ai risultati e oggi si vedono i frutti.

Ma nel percorso ci sono stati altri tecncici

Si, e hanno fatto un grandissimo lavoro. Mi riferisco a Gaetano e a Luca, hanno saputo raffinare il lavoro impostato, valorizzandolo e soprattutto continuando a trasmettere ai ragazzi la passione per questo sport.

Che obbiettivi ci sono per questa stagione?

Quello che ho chiesto a Luca è stato di far capire ai ragazzi cosa significa esprimersi in un sistema di gioco. Ho sempre creduto che un giocatore inserito in un sistema ne sia valorizzato: sei giocatori non potranno mai competere con una squadra. Quando si parla di tattica quello che cerco di far capire è che i singoli sommano le loro prestazioni, in un collettivo, invece, le prestazioni individuali si moltiplicano.

E ci sono obbietivi di classifica?

L´unico obbiettivo è il miglioramento. Sappiamo di essere competitivi, infatti i ragazzi hanno perso una sola gara e al ritorno hanno saputo e voluto imporsi. La classifica dice che siamo secondi, ma il campo ha detto che le prime due squadre sono allo stesso livello.

Nella partita di andata c´erano delle assenze, è bastato recuperare queste assenze per cambiare il risultato?

Secondo me no, anche perchè come ho detto prima un giocatore non cambia una squadra. Dopo la gara di andata abbiamo studiato, abbiamo sottolineato i nostri limiti e ci abbiamo lavorato. Tra l´altro abbiamo proprio preso a riferimento la squadra avversaria e visto come gestivano alcune situazioni. Il lavoro svolto da Luca è stato splendido, è un ragazzo speciale che dimostra quotidianamente una disponibilità straordinaria, ha capito che in me può trovare confronto e consigli, mai giudizi o imposizioni. Gli auguro di vivere questa esperienza alla Pallavolo Cinecittà come un trampolino di lancio per una luminosa carriera.

E i consigli?

Come ho già detto ci confrontiamo molto, spesso capita che dopo gli allenamenti ci fermiamo a parlare. Il consiglio è di continuare così. Lavorare in due, in palestra e fuori dalla palestra nella preparazione degli allenamenti: coinvolgere il secondo allenatore permette di aumentare la qualità dell´allenamento. Continuare a trovare i limiti e le relative soluzioni, e poi continuare a studiare.

Lo studio è importante per un tecnico?

Come Coordinatore ho favorito una partecipazione massiccia dei nostri tecnici al Progetto proposto del Comitato Provinciale di Roma "Sviluppa il tuo talento". Si è trattato di un momento importante per la nostra crescita soprattutto per la metodologia. Sono stato contento che entrambi i tecnici dell´Under 17 abbiano partecipato.

Ha un messaggio per i ragazzi?

Ci sono due concetti che mi fa piacere trasmettere o ricordare ai ragazzi. Il primo si può sintetizzare con il famoso invito di Steve Jobs "Stay hungry, stay foolish", abbiate fame di crescita, di vittorie e di sapere senza essere però attaccati ai dogmi o agli schemi, gli altri possono darci delle indicazioni ma la strada bisogna trovarla da soli. E poi c´è una frase del film GOAL che dice "Il nome che porti davanti è più importante di quello dietro", si parla di un giocatore e di una squadra, ma in generale credo sia un messaggio importante che possa essere allargato a diversi aspetti della vita.

Per me sono un gruppo speciale, non smettono mai di sorprendermi in positivo e quindi forse il vero messaggio da dare ai ragazzi è semplicemente: grazie!

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