30 Novembre 2020
le interviste

Intervista Coordinatore Tecnico‏ - parte 5

le interviste
01-02-2016 - Intervista a Jacopo Panaccione
Eravamo arrivati all´under 15, quali sono le caratteristiche di questo gruppo?

Il gruppo è composto da ragazzi del 2001 e 2002, ma ci sono anche dei 2003. Alcuni sono al primo anno di pallavolo, altri hanno già fatto uno o due anni. Ma quello che contraddistingue questa fascia d´età è che nello stesso gruppo si possono trovare, sia ragazzi che hanno scelto consapevolmente di fare pallavolo, altri che sono capitati per caso e si stanno appassionando, altri che stanno ancora valutando.

Questo non è necessariamente un male o un bene, mi capita spesso di raccontare come, io personalmente, alla loro età, non avessi ancora fatto la scelta sul mio sport preferito e su quale priorità dare alla pallavolo.

Quindi ci vuole pazienza?

In parte si, è un ingrediente della ricetta ma non è l´unico. Stimolando i ragazzi a conoscere questo sport, e cercando di far capire le responsabilità che il gioco comporta, offriamo un´opportunità di crescita. Questo vale sia nei confronti dei compagni, del tecnico, della società, ma anche e soprattutto verso se stessi e la propria famiglia. I ragazzi oggi sono sommersi di impegni, lo studio è importante e tutti gli agenti educativi reputano fondamentale il proprio intervento. Quindi da un ragazzo ci si aspetta che faccia bene a scuola, faccia bene pallavolo, bene musica, catechismo...insomma il rischio di creare stress è alto. Secondo me non dobbiamo scontrarci con questa realtà, ma sforzarci di aumentare la qualità e la flessibilità della nostra proposta: il ragazzo che non riesce a partecipare a tutti gli allenamenti, magari per impegni familiari, non può essere penalizzato, ma non si possono pretendere miracoli e aspettarsi che allenandosi poco si cresca. Il nostro impegno si racchiude nel concetto di opportunità: fare degli allenamenti in più, misurarsi con compagni o avversari più competitivi, può essere uno stimolo positivo. Il lavoro dei tecnici è fondamentale perchè serve a far sentire ai ragazzi come il miglioramento passi per il lavoro e l´impegno e sia misurabile attraverso prestazioni sempre migliori che si ottengono in campo. Si tratta di un lavoro importante che richiede grande equilibrio, estrema disponibilità e preparazione.

E queste sono le caratteristiche dell´allenatore?

Alessandro è un uomo di sport. Studia tantissimo, non mi è mai capitato di confrontarmi con lui su qualche dinamica tecnica e notare approssimazione nelle sue idee e proposte. Ha dovuto relazionarsi con un gruppo che ha le sue particolari dinamiche: inizialmente ci sono state delle piccole difficoltà, anche per mia responsabilità, perchè non ero stato chiaro negli obiettivi assegnati al gruppo. La squadra veniva da una stagione difficile per risultati e prestazioni e ad inizio anno abbiamo concordato come dei risultati positivi sarebbero potuti essere uno stimolo positivo per la crescita dei ragazzi. Le difficoltà sono state superate nel modo che a me piace, lavorando, quotidianamente, in palestrea. Adesso che la prima fase del campionato è terminata siamo d´accordo sul proporre un periodo di raffinamento tecnico dei fondamentali il più possibile personalizzato. Il gruppo è sano, solido e disponibile al lavoro, la sfida di impostare dei giocatori è stata lanciata, Alessandro è la persona giusta per questo tipo di lavoro, e potrà contare sul supporto mio e del secondo allenatore (Luca).

Quindi una nuova fase?

Si, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto dal punto di vista organizzativo. Infatti l´allenamento del lunedì sarà dedicato a ragazzi del 2002 e 2003, e finalzzato alla preparazione della III Divisione Under 14. Per i ragazzi del 2001 abbiamo previsto la possibilità di allenarsi il venerdì con l´under 17, questo rientra nella politica di opportunità, ma anche di costruzione e preparazione delle prossime stagioni.

Abbiamo lavorato sui sistemi di gioco per cecare di favorire l´integrazione dei gruppi, ma come ho avuto modo di sottolineare in altre occasioni, l´obbiettivo primario è sempre quello di far crescere tecnicamente i ragazzi.

Il consiglio?

Il consiglio che mi sento di dare ai ragazzi è di affidarsi ad Alessandro, e di cercare di aumentare la qualità e l´attenzione negli allenamenti: altri risultati positvi sono a portata di mano, e basta poco per raccoglierli. Ad Alessandro suggerisco di continuare così: mi sembra che sia sempre più coinvolto, e il rapporto coi ragazzi si intensifica ogni giorno di più, è importante perchè contribuisce all´atmosfera positiva che si respira in palestra.


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